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intolleranza

Diagnosi Celiachia

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I soggetti che sospettano una intolleranza al glutine (pasta, pane, ecc.) e che vogliono distinguere tra "Allergia al grano" (reazione immunologica IgE mediata), "Celiachia" (intolleranza geneticamente determinata alla gliadina) e "Gluten sensitivity" (una sofferenza gastrointestinale e/o extraintestinale correlata all'assunzione di farinacei contenenti glutine ma non identificabile come celiachia o come allergia al grano ma che risponde positivamente a una dieta aglutinata) devono eseguire una diagnostica allergologica (in vivo: prick test o in vitro: IgE specifiche) e una indagine per escludere la celiachia.
Gli anticorpi che fanno porre meglio diagnosi di celiachia (perché hanno alta sensibilità e specificità) sono del tipo IgA quindi prima di giudicare falsamente negativo un test è opportuno verificare se si ha un deficit di IgA totali (V.N. > 10 mg/dl). Un iter diagnostico "cost-effective" potrebbe essere quello mostrato in figura.
FlowChart Celiachia

Gli alimenti e l'istamina

In tutti i pazienti con allergia o intolleranza alimentare la terapia più corretta consiste ovviamente nell'eliminare dalla dieta gli alimenti responsabili della patologia o quanto meno fortemente sospetti. L'iter diagnostico più idoneo ad individuare i cibi che causano le manifestazioni dovrebbe essere deciso dallo specialista, con opportuni test e procedure.

Tuttavia, alcuni pazienti allergici o intolleranti (anche coloro che conoscono esattamente l'alimento responsabile della malattia) dovrebbero evitare alcuni particolari cibi cosiddetti istamino‑liberatori o particolarmente ricchi di istamina poiché questi possono provocare o aggravare alcune delle condizioni di allergia o intolleranza alimentare (effetto benzina sul fuoco).

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I principali sono :

Fragole
Cioccolato / Cacao
Pomodoro (soprattutto crudo)
Pesce (sardine, aringhe, tonno, sgombro)
Crostacei (gambero, aragosta, granchio, ecc.)
Molluschi (cozze, vongole, frutti di mare, ecc.)
Semi e Frutta Secca (arachidi, noccioline, nocciole, ecc.)
Insaccati e Carne di Maiale (prosciutto, salame, salsiccia, ecc.)


Alcolici e Bevande Fermentate (vino, birra, ecc.)

Albume d’Uovo
Formaggi fermentati

Il nichel (o nickel) negli alimenti

II nichel si trova

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in molti metalli e in oggetti laminati in metallo, quali utensili per la cucina, forbici, gioielli, orologi, fibbie, cerniere, fermagli, montature in metallo per occhiali, monete, oro bianco, alcuni liquidi industriali da taglio ed è anche contenuto in alcuni alimenti. Non tutti i soggetti allergici al nichel sono necessariamente anche intolleranti agli alimenti che lo contengono. Vanno quindi fatte opportune valutazioni prima di cimentarsi in diete eccessivamente sacrificanti.

Gli alimenti principalmente coinvolti sono: le aringhe, le ostriche, gli asparagi, i fagioli, i funghi, le cipolle, il granoturco, gli spinaci, i pomodori, i piselli, la farina integrale, le pere, le noccioline, l'uva passa, il rabarbaro, il té, il cacao, il lievito in polvere, i cavoli, i cavolini di Bruxelles, tutti i cibi in scatola o i cibi cotti in pentolame contenente nichel.

Ovviamente il contenuto varia da alimento ad alimento e la percentuale di nichel presente è fondamentale per l’insorgenza dei sintomi. Esistono delle tabelle più dettagliate che rilascio al momento della visita per una corretta impostazione dietetica.